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l castello dei Pirenei” di Jostein Gaarder

Se 2 particelle,per esempio 2 fotoni che hanno un’origine o un punto di partenza comune,si separano abbandonandosi a gran velocità,resteranno ugualmente unite come prima,in un tutto indivisibile.
Anche se le si invia in direzioni opposte dello spazio e si interpone tra loro una distanza di anni luce,resteranno comunque intrecciate.
Ognuna delle 2 particelle conserverà informazioni sullo stato dell’altra e ciascuna delle “particelle gemelle” sarà segnata da quanto accade all’altra.
Questa sorta di comunicazione a distanza è dovuta a quella che chiamiamo “non località”.
A livello quantistico il mondo è fatto di “non locale”.

Fai bei sogni” di Massimo Gramellini

Mi sarei accontentato di tenere i piedi per terra.
Invece camminavo sulle punte come un elfo.
Le mie suole erano consumate soltanto sul davanti e i talloni fluttuavano a mezz’aria senza combinare niente di utile.
Camminavo sulle punte e le guardavo di continuo,perchè non ero capace di alzare gli occhi al cielo.
Avevo le mie ragioni.
Il cielo mi faceva paura.
E anche la terra.
In fondo la mia vita è la storia dei tentativi che ho fatto di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.

Edmund Burke Confronto tra il bello e il sublime

Nel chiudere questa visione d’insieme della bellezza sorge naturale l’idea di paragonarla col sublime, e in questo paragone appare notevole il contrasto. Gli oggetti sublimi sono infatti vasti nelle loro dimensioni, e quelli belli al confronto sono piccoli; se la bellezza deve essere liscia e levigata, la grandiosità è ruvida e trascurata; la bellezza deve evitare la linea retta, ma deviare da essa insensibilmente; la grandiosità in molti casi ama la linea retta, e quando se ne allontana compie spesso una forte deviazione; la bellezza non deve essere oscura, la grandiosità deve essere tetra e tenebrosa; la bellezza deve essere leggera e delicata, la grandiosità solida e perfino massiccia. Il bello e il sublime sono davvero idee di natura diversa, essendo l’uno fondato sul dolore e l’altro sul piacere, e per quanto possano scostarsi in seguito dalla diretta natura delle loro cause, pure queste cause sono sempre distinte fra loro, distinzioni che non deve mai dimenticare chi si proponga di suscitare passioni.

Jennifer Egan – Guardam

“Avrei mentito, naturalmente. Mentivo molto, e a ragione: per proteggere la verità. Per salvaguardarla, come se indossassi gemme finte per non farmi rubare quelle vere, o per non sminuire il valore facendone un uso eccessivo. Conservavo gelosamente la verità che possedevo, perché le informazioni non erano cose. Erano incolori, inodori, prive di forma, e dunque indistruttibili. Non c’era verso di ritirarle o invalidarle, impossibile arrestarne la proliferazione. Raccontare a qualcuno un segreto era come infilare del plutonio in un busta di plastica da freezer: l’informazione sarebbe inevitabilmente sopravvissuta all’amicizia o all’amore o alla sfiducia cui la si era affidata. E a quel punto era come averla svelata.

Il mio nuovo MyBlog

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